Illuminazione: coordinare i punti luce è sempre giusto?

L’immagine qui di seguito è eloquente. Nella stanza in foto ci sono diversi punti di luce artificiale: faretti e lampadari soprattutto, ma anche lampade. Arredereste casa vostra in questo modo?

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Prima di criticare aprioristicamente, è meglio analizzare il modo in cui la stanza è realizzata. Oltre all’illuminazione artificiale, la luce viene fornita da una buona esposizione naturale e da un camino artificiale che può essere visto in primo piano. L’arredamento di questa stanza mescola linee essenziali e linee barocche, senza tuttavia risultare un’accozzaglia stucchevole.

I colori sono assolutamente ben bilanciati, esattamente come la discrepanza, voluta e ottenuta, tra tinte chiare e tinte scure. Il centro della stanza risulta un po’ più eccentrico nel suo concentrare toni scuri e tratti quasi gotici. L’effetto è sorprendente ma non stridente.

In generale, nella stanza, l’illuminazione artificiale, con l’esclusione dei faretti, che si estendono per tutta la grandezza del soffitto, crea quasi dei compartimenti stagni. Non lo si nota facilmente, perché la stanza è stata ripresa di giorno e quindi l’illuminazione naturale sposta l’attenzione dai tantissimi prodotti per l’illuminazione presenti.

Accendendoli uno per volta, tutto il resto scompare. Per comprendere, basta fare qualche esempio. Accendendo solo la lampada da tavolo in fondo, l’attenzione si concentrerà su quel determinato punto della stanza, di cui la lampada è parte, lo stesso si dica per i lampadari gotici al centro e per il grande lampadario di design in primo piano.

Quindi, una stanza del genere, per quanto possa apparire dispersiva, ben si sposa invece con l’idea del risparmio energetico. Tutti i prodotti per l’illuminazione presenti non verranno mai accesi contemporaneamente. Solo i faretti potrebbero essere accesi insieme, per accogliere degli ospiti all’interno della stanza, ma poi potrebbero essere spenti via via che si proceda a esplorare le potenzialità di quest’area della casa. In conclusione: stili diversi sì, ma solo se il tutto viene ben concepito.

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